sabato 13 aprile 2013

Parte I della Costituzione. Diritti e Doveri dei cittadini

Nella prima parte della Costituzione sono sanciti i diritti e i doveri dei cittadini.
E' importante notare che la Costituzione riconosce i diritti inviolabili dell’uomo già nei Principi Fondamentali (art. 2), ma nel titolo I della Parte prima, dedicato ai diritti civili, li disciplina in modo più articolato. In particolare abbiamo già avuto modo di sottolineare che la nostra Carta Costituzionale non riconosce solo in astratto i diritti di libertà, ma, grazie al riconoscimento dei diritti civili, persegue concretamente la loro realizzazione imponendo allo Stato di intervenire per rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l'effettiva realizzazione.




La Costituzione riconosce i diritti inviolabili dell’uomo già nei Principi fondamentali (art. 2), ma nel titolo I della Parte prima, dedicato ai diritti civili, li disciplina in modo più articolato, trattando in particolare:
- la libertà personale, di domicilio, di corrispondenza, di circolazione e soggiorno, di riunione e
associazione (artt. 13-18);
- la libertà religiosa e le condizione della Chiesa e delle altre confessioni religiose (artt. 19-20);
- la libertà di espressione del pensiero, la garanzia della capacità giuridica, della cittadinanza e del nome, il principio di legalità delle prestazioni personali e patrimoniali, il diritto di azione e di difesa, il principio del giudice naturale e di irretroattività della legge penale, il divieto di estradizione dei cittadini per reati politici, la personalità della responsabilità penale, la prescrizione di non colpevolezza, il rispetto della condizione umana nel trattamento penale, la responsabilità dei dipendenti e degli enti pubblici per atti compiuti in violazione dei diritti (artt. 21-28).
La Costituzione prende insomma in considerazione tutte le libertà che riguardano l’uomo come persona fisica, come essere spirituale e come individuo che vive in collettività: essa esalta la solidarietà sociale (art. 2) e lo spirito di partecipazione ma, allo stesso tempo, riconosce i diritti relativi alla sfera privata che, in tal modo, risulta rigorosamente garantita.


Nel Titolo II della Costituzione dedicato ai rapporti etico sociali (art. 29-34) sono presi in considerazione alcuni valori che hanno una portata rilevante sia per l’individuo, sia per la collettività : la famiglia, la salute, la scuola.
I diritti riconosciuti in questi articoli fanno parte di quei principi inviolabili, enunciati nell’articolo 2, garantiti all’uomo, come singolo e come membro delle “formazioni sociali”. A differenza dello Statuto Albertino, che non faceva riferimento alla famiglia, nel testo costituzionale si ritrovano a tale proposito alcune norme specifiche: i costituenti definiscono la famiglia una società naturale, e le riconoscono la libertà di svolgere le proprie funzioni, ossia il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli. All’individuo viene riconosciuto il diritto alla salute, che lo Stato deve tutelare per garantire non solo l’integrità fisica del singolo, ma anche l’interesse della collettività. Allo Stato sono affidati anche la tutela dell’arte, della scienza e dell’insegnamento e il compito di garantire a ciascuno il diritto all’istruzione, per consentire ai cittadini di esprimersi liberamente e di partecipare in maniera consapevole alla vita sociale.


I costituenti, al fine di realizzare una democrazia sociale ed economica, oltrechè politica, hanno introdotto una serie di norme che sono tra le più innovative di tutta la Costituzione.
All’interno dei rapporti economici si possono distinguere due categorie di norme:
-la prima parte (art. 35-40), da cui emerge il carattere democratico-sociale della Costituzione, è relativa alla posizione costituzionale del lavoro e dei lavoratori. In questi articoli i costituenti hanno cercato di dare una risposta positiva ai problemi relativi alla “questione sociale”: per cui il lavoro non deve solo promuovere lo sviluppo della società, ma soprattutto favorire la realizzazione dell’individuo all’interno di essa. Questi articoli si occupano in particolare della tutela dei diritti dei lavoratori: indicano infatti i criteri che devono essere seguiti e rispettati nel predisporre la normativa a favore del lavoro (legislazione sociale);
-la seconda parte( art. 41-47) da cui emerge il carattere democratico-economico della Costituzione, è relativa all’intervento dello Stato, finalizzato a conciliare l’interesse della collettività con quello dell’iniziativa e della proprietà privata. Dal punto di vista economico-sociale lo Stato disegnato dalla Costituzione non è uno Stato liberista fondato sul dominio indiscusso del libero mercato, della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica, che preclude qualsiasi firma di intervento statale, ma non è nemmeno uno Stato socialista che accentra in sé ogni potere di iniziativa economica.
È invece uno Stato sociale, che opera per conseguire l’utilità e il benessere di tutta la collettività: in esso l’iniziativa economica è libera, purché non contrasti con l’interesse collettivo.


I diritti politici riconoscono a tutti i cittadini, uomini e donne che hanno raggiunto la maggiore età, il diritto di voto libero e segreto. Inoltre è garantito il diritto di elettorato passivo, cioè di essere riconosciuto eleggibile ed essere proclamato eletto, il diritto di riunirsi liberamente in partiti.